Case study – Backup email service

Cliente: “Dimmi che c’e’!”

Noi: “Pronto ?”

Cliente: “Dimmi che da qualche parte c’e’!”

Noi: “Pronto ?!?!? FPC, chi parla ?”

Alle ore 18 di un venerdi qualunque quando tutto sembrava andato liscio, il peso di una settimana di supporto alle spalle, rispondendo ai primi messaggi sul da farsi nell’imminente serata, ci chiama la titolare di un’azienda cliente. Con tono disperato, voce tremula e stridula, riesce a malapena a pronunciare qualche parola come “posta”, “la mia posta”, “oddio oddio”, “le mail dell’avvocato, i clienti in Germania, l’ordine dagli Emirati Arabi”, “...”.

Sai quando vorresti che proprio in quel momento ti succedesse di tutto tranne proprio quello che, secondo dopo secondo, sempre piu’ chiaramente vai realizzando ? E’ successo alle 18:01.

La signora riesce a calmarsi un po’, prende fiato ed esclama: “Dovete aiutarmi, non vedo piu’ tutta l’alberatura della posta in arrivo...”. Ecco infatti la conferma, era proprio quello che avevo pensato.

In sostanza la titolare spiega che sbadatamente la nuova stagista aveva segato via tutta la lunga alberatura della posta ricevuta dai clienti, dice di aver guardato pure nel Cestino e di non aver trovato nulla. Riavviato 3 volte il PC Windows, abituata ormai a riavviarlo per qualsiasi problema apparisse a video, le email non c’erano piu’. Un’intera alberatura di cartelle e sottocartelle sparita!

Mentre il cliente spiegava l’accaduto controlliamo il database dei servizi di backup erogati e vediamo che fortunatamente 4 mesi prima si era appoggiata a noi per il backup della posta.

Sospiro di sollievo, rassicuriamo il cliente, che in preda all’agitazione non aveva controllato le mail di notifica dei backup che arrivavano puntualmente al mattino come richiesto, e spieghiamo come fare per recuperare i suoi messaggi aziendali. L’archivio da recuperare era davvero sostanzioso e la situazione del cliente non era tra le migliori per concentrarsi e ripopolare l’alberatura…

Cliente: “Per caso potete eseguire voi il restore ?”.

Sincronizzati tutti i messaggi dall’ultimo backup (ogni 2 ore in base alle proprie esigenze aziendali) nelle relative cartelle, da server a server. Ho sentito un bel respiro di sollievo dall’altra parte della cornetta.

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